Gabriele Andreoli – Yoga

Avrò avuto 5 anni quando mia cugina, che ne aveva 10, decise di sperimentare su di me un esercizio che aveva imparato a danza.
 Mi portò in una stanza buia e mi disse di sdraiarmi comodo.

“Da questo momento, non muovere più neanche un dito!”. Mi intimò.
 Poi cominciò a chiamare per nome ogni parte del mio corpo, dicendomi che dovevo prima sentirla, e poi lasciarla svanire. In questo stato di semi-sogno, mi guidò in un viaggio fra montagne e nuvole, voli e cadute libere.

Capii di avere tutto un mondo dentro la mia coscienza. Non sapevo che stessi facendo Yoga, ma questa abitudine all’introspezione mi accompagnò per tutto il resto della vita, sostenendomi soprattutto nei momenti più critici.

Dello Yoga preferisco la filosofia alla pratica, perché ho un corpo rigido e un carattere pigro. Per anni, mettermi sul tappetino mi è costato un enorme sforzo di volontà.
Col tempo però, le asana mi hanno regalato quella disciplina di cui mancavo, e una dolcezza a cui non so più rinunciare.

 

FORMAZIONE:

 

Mi sono laureato nel 2002 in Filosofia presso il dipartimento di Indologia dell’Università Statale di Milano, sotto la preziosa guida del Prof. Giuliano Boccali.

Poco dopo ho iniziato a viaggiare in India e a praticare Ashtanga Vinyasa Yoga.

Per cinque anni, non è stato altro che pratica, pratica, pratica (forse in reazione a tutta quella filosofia!). Poi ho ricomincito a sentire il bisogno di altro e ho iniziato a seguire un maestro indiano di nome Srivatsa Ramaswami. Nel 2010 ho completato il mio TT RYT200 con quest’uomo imbevuto di Yoga fin dalla culla. Ramaswami riesce a farti vedere ciò che nella pratica va oltre il livello corporeo, mantenendo però i piedi per terra!