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benvenuti


"Chi comprende la grandezza di un simbolo
arriva a comprendere l'immensità dell'universo."

Un momento piacevole

"In due modi si raggiunge Despina: per nave o per cammello. La città si presenta differente a chi viene da terra e a chi viene da mare. Il cammelliere che vede spuntare all'orizzonte dell'altipiano i pinnacoli dei grattacieli, le antenne radar, sbattere le maniche a vento bianche e rosse, buttare fumo i fumaiolo, pensa a una nave, sa che è una città, ma la pensa come un bastimento che lo porti via dal deserto, un veliero che stia per salpare, col vento che già gonfia le vele non ancora slegate, o un vapore con la caldaia che vibra nella carena di ferro, e pensa a tutti i porti, alle merci d'oltremare che le gru scaricano sui moli, alle osterie dove equipaggi di diversa bandiera si rompono bottiglie sulla testa, alle finestre iluminate a pianterreno, ognuna con una donna che si pettina.

Nella foschia della costa il marinaio distingue la forma d'una gobba di cammello, d'una sella ricamata di frange luccicanti tra due gobbe chiazzate che avanzano dondolando, sa che è una città ma la pensa come un cammello dal cui basto pendono otri e bisacce di frutta candita, vino di datteri, foglie di tabacco, e già si vede in testa a una lunga carovana che lo porta via dal deserto del mare, verso oasi d'acqua dolce all'ombra seghettata delle palme, verso palazzi dalle spesse mura di calce, dai cortili di piastrelle su cui ballano scalze le danzatrici, e muovono le braccia un pò nel velo e un pò fuori dal velo.

Ogni città riceve la sua forma dal derserto a cui si oppone; e così il cammelliere e il marinaio vedono Despina, città di confine tra due deserti."

Le città e il desiderio. 3. Italo Calvino, Le città invisibili

Meglio stare meglio

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Cos'è lo Yoga

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Lo yoga è un'antica disciplina indiana il cui obiettivo è migliorare il corpo, comprendere la mente e liberare lo spirito.
Il termine yoga deriva dalla radice sanscrita Yuj, che etimologicamente significa "integrazione".
Comunemente però, alla parola yoga vengono attribuiti altri significati come unione, realizzazione, equilibrio. Secondo questa versione, lo Yoga ha la funzione di unire la mente, il corpo, e lo spirito.
Questa interpretazione è un po' ambigua perché in realtà la pratica dello yoga porta a scoprire che non c'è una reale separazione fra mente, corpo e spirito.

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La via dello Yoga

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Non è facile decidere in che modo operare sui meccanismi del nostro "tutt'uno" per ritrovare l'armonia. Inoltre, ogni persona parte da presupposti fisici, culturali e sociali differenti e ha tempi di realizzazione diversi.
Lo yoga mette a disposizione una serie di percorsi conosciuti con il nome di "Marga"- che possono adattarsi alla personalità e all'attitudine di ogni individuo- che mirano a portare alla vera conoscenza del proprio essere.
Fra i percorsi più comuni troviamo quello delle Asana (posture), del Pranayama (tecniche di respirazione) dei Banda (chiusure) e dei Mudra (gesti).


Ognuna di queste pratiche agisce su livelli differenti dell'essere e, prese singolarmente, non sono sufficienti a dare la totale armonia. Ciascun individuo, imparando ad ascoltarsi, saprà su quale parte ha maggiormente bisogno di agire, ma sarà sempre l'integrazione di tutte le parti che permetterà la sua crescita e il conseguente raggiungimento di uno stato di perfetta sincronia. La pratica principe, sintesi e risultato dell'integrazione, è la meditazione: una concentrazione rilassata dove il flusso dei pensieri rallenta fino a sparire e l'uomo si sente un tutt'uno con se stesso e con ciò che è intorno. Questo avviene solo imparando a controllare - e quindi integrare- tutte le parti che ci compongono. Gli antichi maestri yoga sapevano bene che lavorare direttamente sulla mente (ovvero raggiungere uno stato d'integrazione) è cosa assai difficile e che per arrivare alla meditazione bisogna rimuovere innanzitutto ciò che può ostacolare il cammino. Essendo noi la sintesi di diverse parti integrate fra loro, è necessario verificare il funzionamento di ciascuna di esse. Per questo motivo la natura delle pratiche yogiche è psico-fisiologica.

Ma prima di entrare nel merito dei percorsi più comuni, è bene introdurre due principi che sono alla base di tutte le pratiche yogiche, anche se vengono spesso trascurati: Yama (astinenze) e Niyama (osservanze). Partendo dal presupposto che i pensieri sono il primo ostacolo per il dominio della mente, gli yogi insegnano a non creare situazioni che producono pensieri torbidi che si è costretti a tenere dentro (ad esempio menzogne), o ancora pensieri rancorosi inespressi. Ognuno di noi è caratterizzato da un modello comportamentale assorbito dall'ambiente in cui è cresciuto, in cui vive e lavora: siamo dei catalizzatori che metabolizzano tutto ciò che c'è attorno. Talvolta succede che l'ambiente circostante ci induca ad allontanarci dalla nostra vera natura, portandoci a produrre pensieri in totale asincronia con ciò che siamo. Per questo è necessario in primo luogo controllare i pensieri, altrimenti corriamo il rischio di rimanerne preda. Per non creare questo genere di pensieri, lo yoga consiglia di osservare i Yama e i Niyama: le astinenze (Yama) sono: non-violenza, veracità (non mentire), non rubare, contenimento sessuale e non-possesso; le osservanze (Niyama) sono: purezza interiore ed esteriore, appagamento (accontentarsi), disciplina, studio di sé, devozione al Signore. Questi sono i precetti di base. Da qui si possono scegliere uno o più Marga da cui cominciare il cammino.

Fra i percorsi più comuni, il più praticato in occidente è quello delle Asana. Questo percorso focalizza l'attenzione sul corpo per evitare che sia un ostacolo alla crescita: se tentiamo di meditare senza aver prima il controllo del corpo, questo ci disturberà trovando tutte le scuse per muoversi, ribellandosi al nostro volere. Attraverso la pratica costante di una serie di posizioni, le "Asana" appunto, il corpo diventa elastico, tonico, forte e si prolunga la giovinezza biologica. Il controllo del respiro è un'altra via verso l'integrazione: così come la mente influenza il corpo, allo stesso modo è possibile influenzare la mente attraverso il corpo, controllando il respiro. Il sistema respiratorio è involontario, il che significa che durante le ventiquattro ore della giornata è sotto la diretta influenza degli stati d'animo o degli atteggiamenti mentali di ciascun individuo. Ma è altresì vero che il respiro, oltre ad essere involontario, può essere controllato: in ogni momento possiamo cambiare il suo ritmo volontariamente e aumentarne o diminuirne la velocità, la profondità e la direzione. Ne consegue che il respiro si modifica ogni volta che il nostro atteggiamento mentale cambia, che noi ne siamo consapevoli o no. La potenza del respiro, a sua volta, è in grado di alterare le funzioni fisiologiche del nostro sistema corporeo (ad esempio il ritmo del battito cardiaco o le secrezioni del sistema endocrino), migliorandone la qualità. Attraverso il controllo del respiro è quindi possibile ripulire la nostra mente da pensieri e atteggiamenti che ci allontanano dall'armonia e spianare la strada al raggiungimento di uno stato meditativo che rappresenta la sintesi dell'integrazione delle parti. Il controllo del respiro è conosciuto con il nome di Pranayama. Come abbiamo anticipato, all'interno della via dello yoga ci sono diverse pratiche che consentono di agire su altri livelli del nostro sistema psicofisico quali, a titolo d'esempio, Banda e Mudra, tramite le quali si controllano coscientemente i muscoli semi-volontari e involontari. Queste pratiche influenzano direttamente gli organi della cavità toracica e addominale, ripulendoli, ossigenandoli e migliorandone le funzioni. Tali processi, a loro volta, influenzano il sistema nervoso. In sintesi, lo yoga fornisce i mezzi per portare il nostro corpo e la nostra mente sotto controllo al fine di ritrovare quella connessione persa e creare spazio affinché il nostro vero sé possa emergere.

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I benefici dello Yoga

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Succede spesso che ci si avvicini allo yoga per caso o per semplice curiosità e poi si rimanga stupiti, quasi attoniti, nel constatare che questa pratica è in grado di cambiare la vita.
I primi "sintomi" di questo strano cambiamento si manifestano sul piano fisico: il corpo diventa snello, asciutto, vigoroso, energico, tonico, elastico e giovanile; il sistema nervoso si rilassa, la circolazione migliora, gli organi interni sono più ossigenati e tutto sembra funzionare meglio.


Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Andando lievemente in profondità si notano cambiamenti nel proprio approccio verso se stessi, gli altri, le cose della vita: i problemi non coinvolgono più quanto prima, si percepisce un'estranea -per noi occidentali- sensazione di gratitudine, di pace, si ha la percezione che ci sia un graduale scioglimento di alcune rigidità mentali o fisiche, si riduce l'ansia e si entra in contatto con un luogo di calma interiore. La pratica dello yoga permette di aumentare disciplina, forza e autocontrollo, coltivando allo stesso tempo consapevolezza, rilassamento ed equanimità. Sebbene lo yoga non sia nato con scopi curativi, sono ormai numerosi gli studi scientifici che ne dimostrano il valore altamente terapeutico.
Ma di questo parliamo più approfonditamente nella sezione dedicata a yoga e salute.

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