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benvenuti

Buone vacanze, ci rivediamo a settembre!

Cari amici, la segreteria riaprirà martedì 1 settembre e le lezioni riprenderanno lunedì 14 settembre. A questo link trovate già la nuova programmazione: http://www.yogamilan.it/index.php/i-nostri-corsi

Che sia una buona estate per tutti!

For the Expo feed the planet and feed your soul

Gli operatori e i visitatori dell'Expo non residenti a Milano che abbiano un pass o un biglietto da mostrare avranno accesso a pacchetti speciali. Se interessato/a chiedi info in segreteria scrivendo a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

OLTRE LO YOGA: per le donne che stanno affrontando l'esperienza di un tumore
nuovo corso a ottobre 2015

LO SGUARDO AVANTI, PER RIAPPROPRIARSI DI SE'

Il centro yoga Yogamilan intende promuovere, in collaborazione con alcuni medici interessati, un progetto che prevede corsi pratici di Yoga e meditazione per migliorare lo stato di benessere e la qualità della vita delle donne operate ed in cura per tumore della mammella.

La considerazione di base è che la diagnosi di cancro e il successivo decorso della malattia mettono profondamente in crisi il malato e rappresentano anche un evento dirompente negli equilibri della sua famiglia. Il progetto vuole assicurare un valido supporto per contribuire a contrastare alcune condizioni fisiche ed emotive generate dalla malattia stessa durante il suo decorso. La medicina ha compiuto grandi progressi nella cura di queste patologie ma non può sempre occuparsi, per le priorità ed esigenze dei centri di cura, anche dell’esperienza della malattia. Spesso quindi accade che i pazienti, inconsapevoli del fatto che la patologia comporta anche la gestione dell’esperienza umana ad essa legata, non siano in grado di fornire a se stessi il necessario aiuto per affrontare il lato emotivo e traumatico della malattia, mancando di una visione di insieme dell’essere umano. A questo punto è bene sottolineare che il nostro benessere mentale si basa sull’illusione di essere invulnerabili (atteggiamento umano che caratterizza lo stato di buona salute) che viene improvvisamente meno al manifestarsi di malattie gravi di fronte alle quali ci si sente spesso vulnerabili e fragili. Questo é lo spazio dove la pratica yogica può offrire sollievo. Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le cure mediche, affrontate con un atteggiamento mentale di consapevolezza, risultano meglio tollerate dal paziente. La pratica Yoga offre la possibilità di cambiare la prospettiva da cui si percepiscono gli eventi, scremando paure e convinzioni errate e conducendo l’individuo al cuore del proprio essere, esattamente lì dove si crea il contatto fra la salute e la malattia. Il corpo, infatti, ha la sua saggezza e se la mente viene educata ad ascoltarlo, le terapie mediche possono risultare ancora più efficaci.

La pratica dello Yoga, quindi, è proposta come supporto al percorso terapeutico per il controllo di alcuni stati fisici e psicologici della malattia nel periodo successivo alla diagnosi ed a un eventuale intervento chirurgico.

In questo ambito verranno utilizzate “parti” selezionate della disciplina yogica adattate al paziente oncologico. La parte fisica (lo Hatha Yoga) verrà modulata dolcemente e avrà come obiettivo la ripresa del contatto e l’accettazione del corpo trasformato dalla malattia e dalle cure. Le tecniche di respirazione verranno utilizzate come ponte fra il fisico ed il mentale per imparare a calmare la mente (e quindi il sistema nervoso che ha conseguenze su quello endocrino e immunitario) dalle agitazioni e dalle paure generate dalla malattia. Le visualizzazioni guidate andranno ancora più a fondo in questo contatto mente-corpo e aiuteranno il paziente a prendere coscienza della realtà e delle sue possibilità di trasformazione attraverso la cura e un atteggiamento mentale propositivo.

Infine, le tecniche di meditazione serviranno a sviscerare fino in fondo quei contenuti della mente che possono essere di ostacolo alle cure e alla guarigione, portando il paziente in contatto profondo con il proprio sé e con le possibilità di trasformazione che un certo atteggiamento mentale può apportare, fatto ormai accettato e testato dal mondo scientifico.

A questo proposito è quindi doveroso dire che la documentazione bibliografica internazionale ha dimostrato che l’utilizzo dello Yoga migliora la qualità della vita e la condizione fisica e mentale nei pazienti che hanno praticato questa disciplina. Inoltre, è stato dimostrato che con la pratica dello Yoga vi è un miglioramento della condizione di stress, una diminuzione dei disturbi del sonno, una riduzione dell’astenia e un controllo delle forme minori di depressione e dei disturbi di panico e ansia generalizzati.

Alcuni studi dimostrano anche che attraverso le tecniche di sviluppo della consapevolezza vi è una riduzione della percezione del dolore. In considerazione dell’incidenza di questi fattori in donne con diagnosi di tumore, la possibilità di aiutare ad affrontare meglio la malattia rappresenta un obiettivo da raggiungere anche attraverso la pratica dello Yoga per una migliore compliance delle cure in un percorso terapeutico integrato.

Come dice Michele Schiavone, ordinario di Bioetica all’Università di Genova: “Per quanto concerne in particolare il cancro, si sottolinea l’importanza e l’utilità di affiancare e/o integrare terapie convenzionali sperimentalmente consolidate con una strategia olistica di interventi terapeutici atta a stimolare la mente e l’affettività al fine di migliorare il processo clinico. Si tratta cioè di rivendicare il ruolo di interazione,  oggi ampiamente noto e accertato, tra sistema nervoso centrale, sistema endocrino e sistema immunitario….E’ inoltre innegabile su base empirica l’importanza dell’affettività, dello stato mentale e delle emozioni come volontà di guarire, nel favorire il decorso delle malattie organiche, ivi compreso il cancro… Nel caso del malato oncologico è quanto mai necessario un approccio globale alla persona nella tutela della sua soggettività, con particolare riguardo non solo alla dimensione psicologica, ma anche a quella esistenziale”.

Lo studio proposto intende dunque migliorare la qualità della vita delle donne che vi parteciperanno e quantificare il tipo di beneficio effettivamente arrecato, affiancando lo Yoga come terapia integrata e di supporto alle normali terapie condotte da pazienti oncologici.

I risultati dello studio forniranno evidenze utili per una successiva proposta di estensione della pratica dello Yoga in pazienti affetti anche da altre patologie oncologiche e non.

Referente del Progetto: Monic

Le lezioni si terranno c/o Yogamilan.

Se interessata a partecipare da ottobre, scrivi a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. mettendo nell' oggetto della mail "Oltre lo Yoga".

Meglio stare meglio

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Cos'è lo Yoga

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Lo yoga è un'antica disciplina indiana il cui obiettivo è migliorare il corpo, comprendere la mente e liberare lo spirito.
Il termine yoga deriva dalla radice sanscrita Yuj, che etimologicamente significa "integrazione".
Comunemente però, alla parola yoga vengono attribuiti altri significati come unione, realizzazione, equilibrio. Secondo questa versione, lo Yoga ha la funzione di unire la mente, il corpo, e lo spirito.
Questa interpretazione è un po' ambigua perché in realtà la pratica dello yoga porta a scoprire che non c'è una reale separazione fra mente, corpo e spirito.

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La via dello Yoga

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Non è facile decidere in che modo operare sui meccanismi del nostro "tutt'uno" per ritrovare l'armonia. Inoltre, ogni persona parte da presupposti fisici, culturali e sociali differenti e ha tempi di realizzazione diversi.
Lo yoga mette a disposizione una serie di percorsi conosciuti con il nome di "Marga"- che possono adattarsi alla personalità e all'attitudine di ogni individuo- che mirano a portare alla vera conoscenza del proprio essere.
Fra i percorsi più comuni troviamo quello delle Asana (posture), del Pranayama (tecniche di respirazione) dei Banda (chiusure) e dei Mudra (gesti).


Ognuna di queste pratiche agisce su livelli differenti dell'essere e, prese singolarmente, non sono sufficienti a dare la totale armonia. Ciascun individuo, imparando ad ascoltarsi, saprà su quale parte ha maggiormente bisogno di agire, ma sarà sempre l'integrazione di tutte le parti che permetterà la sua crescita e il conseguente raggiungimento di uno stato di perfetta sincronia. La pratica principe, sintesi e risultato dell'integrazione, è la meditazione: una concentrazione rilassata dove il flusso dei pensieri rallenta fino a sparire e l'uomo si sente un tutt'uno con se stesso e con ciò che è intorno. Questo avviene solo imparando a controllare - e quindi integrare- tutte le parti che ci compongono. Gli antichi maestri yoga sapevano bene che lavorare direttamente sulla mente (ovvero raggiungere uno stato d'integrazione) è cosa assai difficile e che per arrivare alla meditazione bisogna rimuovere innanzitutto ciò che può ostacolare il cammino. Essendo noi la sintesi di diverse parti integrate fra loro, è necessario verificare il funzionamento di ciascuna di esse. Per questo motivo la natura delle pratiche yogiche è psico-fisiologica.

Ma prima di entrare nel merito dei percorsi più comuni, è bene introdurre due principi che sono alla base di tutte le pratiche yogiche, anche se vengono spesso trascurati: Yama (astinenze) e Niyama (osservanze). Partendo dal presupposto che i pensieri sono il primo ostacolo per il dominio della mente, gli yogi insegnano a non creare situazioni che producono pensieri torbidi che si è costretti a tenere dentro (ad esempio menzogne), o ancora pensieri rancorosi inespressi. Ognuno di noi è caratterizzato da un modello comportamentale assorbito dall'ambiente in cui è cresciuto, in cui vive e lavora: siamo dei catalizzatori che metabolizzano tutto ciò che c'è attorno. Talvolta succede che l'ambiente circostante ci induca ad allontanarci dalla nostra vera natura, portandoci a produrre pensieri in totale asincronia con ciò che siamo. Per questo è necessario in primo luogo controllare i pensieri, altrimenti corriamo il rischio di rimanerne preda. Per non creare questo genere di pensieri, lo yoga consiglia di osservare i Yama e i Niyama: le astinenze (Yama) sono: non-violenza, veracità (non mentire), non rubare, contenimento sessuale e non-possesso; le osservanze (Niyama) sono: purezza interiore ed esteriore, appagamento (accontentarsi), disciplina, studio di sé, devozione al Signore. Questi sono i precetti di base. Da qui si possono scegliere uno o più Marga da cui cominciare il cammino.

Fra i percorsi più comuni, il più praticato in occidente è quello delle Asana. Questo percorso focalizza l'attenzione sul corpo per evitare che sia un ostacolo alla crescita: se tentiamo di meditare senza aver prima il controllo del corpo, questo ci disturberà trovando tutte le scuse per muoversi, ribellandosi al nostro volere. Attraverso la pratica costante di una serie di posizioni, le "Asana" appunto, il corpo diventa elastico, tonico, forte e si prolunga la giovinezza biologica. Il controllo del respiro è un'altra via verso l'integrazione: così come la mente influenza il corpo, allo stesso modo è possibile influenzare la mente attraverso il corpo, controllando il respiro. Il sistema respiratorio è involontario, il che significa che durante le ventiquattro ore della giornata è sotto la diretta influenza degli stati d'animo o degli atteggiamenti mentali di ciascun individuo. Ma è altresì vero che il respiro, oltre ad essere involontario, può essere controllato: in ogni momento possiamo cambiare il suo ritmo volontariamente e aumentarne o diminuirne la velocità, la profondità e la direzione. Ne consegue che il respiro si modifica ogni volta che il nostro atteggiamento mentale cambia, che noi ne siamo consapevoli o no. La potenza del respiro, a sua volta, è in grado di alterare le funzioni fisiologiche del nostro sistema corporeo (ad esempio il ritmo del battito cardiaco o le secrezioni del sistema endocrino), migliorandone la qualità. Attraverso il controllo del respiro è quindi possibile ripulire la nostra mente da pensieri e atteggiamenti che ci allontanano dall'armonia e spianare la strada al raggiungimento di uno stato meditativo che rappresenta la sintesi dell'integrazione delle parti. Il controllo del respiro è conosciuto con il nome di Pranayama. Come abbiamo anticipato, all'interno della via dello yoga ci sono diverse pratiche che consentono di agire su altri livelli del nostro sistema psicofisico quali, a titolo d'esempio, Banda e Mudra, tramite le quali si controllano coscientemente i muscoli semi-volontari e involontari. Queste pratiche influenzano direttamente gli organi della cavità toracica e addominale, ripulendoli, ossigenandoli e migliorandone le funzioni. Tali processi, a loro volta, influenzano il sistema nervoso. In sintesi, lo yoga fornisce i mezzi per portare il nostro corpo e la nostra mente sotto controllo al fine di ritrovare quella connessione persa e creare spazio affinché il nostro vero sé possa emergere.

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I benefici dello Yoga

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Succede spesso che ci si avvicini allo yoga per caso o per semplice curiosità e poi si rimanga stupiti, quasi attoniti, nel constatare che questa pratica è in grado di cambiare la vita.
I primi "sintomi" di questo strano cambiamento si manifestano sul piano fisico: il corpo diventa snello, asciutto, vigoroso, energico, tonico, elastico e giovanile; il sistema nervoso si rilassa, la circolazione migliora, gli organi interni sono più ossigenati e tutto sembra funzionare meglio.


Ma questa è solo la punta dell'iceberg. Andando lievemente in profondità si notano cambiamenti nel proprio approccio verso se stessi, gli altri, le cose della vita: i problemi non coinvolgono più quanto prima, si percepisce un'estranea -per noi occidentali- sensazione di gratitudine, di pace, si ha la percezione che ci sia un graduale scioglimento di alcune rigidità mentali o fisiche, si riduce l'ansia e si entra in contatto con un luogo di calma interiore. La pratica dello yoga permette di aumentare disciplina, forza e autocontrollo, coltivando allo stesso tempo consapevolezza, rilassamento ed equanimità. Sebbene lo yoga non sia nato con scopi curativi, sono ormai numerosi gli studi scientifici che ne dimostrano il valore altamente terapeutico.
Ma di questo parliamo più approfonditamente nella sezione dedicata a yoga e salute.

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